Parrocchia di San Siro

 

 Exultet
o Annuncio della Resurrezione del Signore
(Preconio Pasquale)
 
(Attendi qualche istante per ascoltare una parte dell'Exultet
Le registrazioni sono dal vivo ed effettuate al Monastero benedettino di San Paolo - Brasile).

 

Exsúltet jam Angelica turba

caelórum: exsúltent divina

mystéria: et pro tanti Regis

victória, tuba insónet salutáris.

 

Gáudeat et tellus tantis irradiata

fulgóribus: et aetérni Regis

splendóre illustrata, tótíus orbis

se séntiat amisísse caliginem.

 

Laetétur et mater Ecclésia, tanti

lúminis adornáta fulgóribus: et

magnis populórum vócibus haec

aula resúltet.

 

 

Quaprópter astántes vos, fratres

caríssimi, ad tam miram hujus

sancti lúminis claritátem, una

mecum, quaeso, Dei omnipoténtis

misericórdiam invocate.

Ut qui me non meis méritis intra

Levitárum númerum dignátus est

aggregare: lúminis sui claritátem

infúndens, cérei hujus laudem

implére perficiat.

 

V. Dóminus vobiscum.

R. Et cum spiritu tuo.

V. Sursum córda.

R. Habémus ad Dóminum.

V. Grátias agámus Dómino Déo

nóstro.

R. Dignum et jústum est.

 

Vere dignum et justum est,

invisibilem Deum Patrem

omnipoténtem, Filiúmque ejus

unigénitum, Dóminum nostrum

JesumChristum, toto cordis ac

mentis afféctu, et vocis ministério

personáre.

 

Qui pró nobis aetérno Patri, Adae

débitum solvit: et véteris piaculi

cautiónem pio cruóre detérsit.

 

 

 

Haec sunt enim festa paschália,

in quibus verus ille Agnus

occidítur, cujus sánguine postes

fidélium consecrántur.

 

Haec nox est, in qua primum

patres nostros filios Israel

edúctos de Aegýpto, mare

Rubrum sicco vestigio transire

fecisti.

 

Haec igitur nox est, quae

peccatórum ténebras, colúmnae

illuminatióne purgávit.

 

Haec nox est, quae hódie per

univérsum mundum, in Christo

credéntes, a vítiis saéculi, et

caligine peccatórum segregátos,

reddit grátiae, sóciat sanctitáti.

 

 

Haec nox est, in qua destrúctis

vinculis mortis, Christus ab inferis

victor ascéndit.

 

Nihil enim nobis nasci prófuit, nisi

redimi profuísset.

 

O mira circa nos tuae pietátis

dignátio! O inaestimábilis diléctio

caritátis: ut servum redimeres,

Filium tradidisti!

 

O certe necessárium Adae

peccátum, quod Christi morte

delétum est!

 

O felix culpa, quae talem ac

tantum méruit habére

Redemptórem !

 

O vere beata nox, quae sola

méruit scire tempus et horam, in

qua Christus ab inferis resurréxit!

 

 

Haec nox est, de qua scriptum

est: et nox sicut dies

illuminábitur: et nox illuminatio

mea in deliciis meis.

 

Hujus igitur sanctificátio noctis

fugat scélerá, culpas lavat: et

reddit innocéntiam lapsis, et

moestis laetitiam.

 

Fugat odia, concórdiam parat, et

curvat imperia.

 

 

In hujus igitur noctis grátia,

súscipe, sancte Pater, laudis

huius sacrifícium vespertínum: in

hac cérei oblatióne solémni, per

ministrórum manus de opéribus

apum, sacrosáncta reddit

Ecclésia!

 

Sed jam colúmnae hujus

praecónia nóvimus, quam in

honórem Dei rútilans ignis

accéndit.

 

 

Qui licet sit divisus in partes!

Mutuati tamen lúminis detriménta

non novit. Alitur enim liquántibus

ceris, quas in substántiam

pretiósaé hujus lámpadis, apis

mater edúxit.

 

O vere beata nox, in qua terrénis

caeléstia, humánis divina

jungúntur.

 

Orámus ergo te, Dómine, ut

Céreus iste in honórem tui

nóminis consecrátus, ad noctis

hujus caliginem destruéndam,

indeficiens persevéret.

 

 

Et in odórem suavitátis accéptus,

supernis lumináribus misceátur.

Flammas ejus lúcifer matutinus

invéniat. Ille, inquam, lúcifer, qui

nescit occásum: Cristus Filius

tuus, qui, regréssus ab ínferis,

humáno géneri serénus illúxit, et

tecum vivit e regnat in saecórum.

Amen.

 

Esulti il coro egli angeli, esulti

l'assemblea celeste: un inno di

gloria saluti il trionfo del Signore

risorto.

 

Gioisca la terra inondata da così

grande splendore; la luce del Re

eterno ha vinto le tenebre del

mondo.

 

Gioisca la madre Chiesa,

splendente della gloria del suo

Signore, e questo tempio tutto

risuoni per le acclamazioni del

popolo in festa.

 

E voi, fratelli carissimi, qui

radunati nella solare chiarezza di

questa nuova luce, invocate con

me la misericordia di Dio

onnipotente. Egli che mi ha

chiamato, senza alcun merito, nel

numero dei suoi ministri, irradi il

suo mirabile fulgore, perché sia

piena e perfetta la lode di questo

cero.

 

V. Il Signore sia con voi.

R. E con il tuo spirito.

V. In alto i nostri cuori.

R. Sono rivolti al Signore.

V. Rendiamo grazie al Signore,

nostro Dio.

R. È cosa buona e giusta.

 

È veramente cosa buona e giusta

esprimere con il canto l'esultanza

dello spirito, e inneggiare al Dio

invisibile, Padre onnipotente, e al

suo unico Figlio, Gesù Cristo

nostro Signore.

 

 

Egli ha pagato per noi all.eterno

Padre il debito di Adamo, e con il

sangue sparso per la nostra

salvezza ha cancellato la

condanna della colpa antica.

 

Questa è la vera Pasqua, in cui è

ucciso il vero Agnello, che con il

suo sangue consacra le case dei

fedeli.

 

Questa è la notte in cui hai

liberato i figli di Israele, nostri

padri, dalla schiavitù dell.Egitto, e

li hai fatti passare illesi attraverso

il Mar Rosso.

 

Questa è la notte in cui hai vinto

le tenebre del peccato con lo

splendore della colonna di fuoco.

 

Questa è la notte che salva su

tutta la terra i credenti nel Cristo

dall'oscurità del peccato e dalla

corruzione del mondo, li consacra

all'amore del Padre e li unisce

nella comunione dei santi.

 

Questa è la notte in cui Cristo,

spezzando i vincoli della morte,

risorge vincitore dal sepolcro.

 

Nessun vantaggio per noi essere

nati, se lui non ci avesse redenti.

 

O immensità del tuo amore per

noi! O inestimabile segno di

bontà: per riscattare lo schiavo,

hai sacrificato il tuo Figlio!

 

Davvero era necessario il peccato

di Adamo, che è stato distrutto

con la morte del Cristo.

 

Felice colpa, che meritò di avere

un così grande redentore!

 

 

O notte beata, tu sola hai

meritato di conoscere il tempo e

l'ora in cui Cristo è risorto dagli

inferi.

 

Di questa notte è stato scritto: la

notte splenderà come il giorno, e

sarà fonte di luce per la mia

delizia.

 

Il santo mistero di questa notte

sconfigge il male, lava le colpe,

restituisce l.innocenza ai

peccatori, la gioia agli afflitti.

 

Dissipa l'odio, piega la durezza

dei potenti, promuove la

concordia e la pace.

 

In questa notte di grazia accogli,

Padre santo, il sacrificio di lode,

che la Chiesa ti offre per mano

dei suoi ministri, nella solenne

liturgia del cero, frutto del lavoro

delle api, simbolo della nuova

luce.

 

Riconosciamo nella colonna

dell.Esodo gli antichi presagi di

questo lume pasquale che un

fuoco ardente ha acceso in onore

di Dio.

 

Pur diviso in tante fiammelle non

estingue il suo vivo splendore, ma

si accresce nel consumarsi della

cera che l'ape madre ha prodotto

per alimentare questa preziosa

lampada.

 

O notte veramente gloriosa, che

ricongiunge la terra al cielo e

l'uomo al suo creatore!

 

Ti preghiamo, dunque, Signore,

che questo cero, offerto in onore

del tuo nome per illuminare

l'oscurità di questa notte,

risplenda di luce che mai si

spegne.

 

Salga a te come profumo soave,

si confonda con le stelle del cielo.

Lo trovi acceso la stella del

mattino, questa stella che non

conosce tramonto: Cristo, tuo

Figlio, che risuscitato dai morti

fa risplendere sugli uomini la sua

luce serena e vive e regna nei

secoli dei secoli.

Amen.

 



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