Parrocchia di San Siro

Storia del Ss.mo Rosario e della sua Festa - Vittoria di Lepanto (7 ottobre 1571)

                            


BEATA VERGINE MARIA

REGINA DEL SANTISSIMO ROSARIO
(Madonna della Vittoria di Lepanto - 7 ottobre 1571)


  Bisogna distinguere la preghiera del Rosario (devozione popolare), dalla festa del S. Rosario, (festa liturgica).

  1. DEVOZIONE POPOLARE.
  Il Rosario è nato dall'amore dei cristiani per Maria in epoca medioevale, forse al tempo delle crociate in Terrasanta, e consiste in una preghiera contemplativa.

  STORIA

  Nel XII secolo, i monaci cistercensi, partendo dalla tradizione di dedicare alla Vergine una corona di rose, elaborarono un altro tipo di collana: il rosario quale nuova preghiera che chiamarono appunto Rosario, paragonata ad una collana mistica di rose dedicate alla Vergine.
  Questa devozione fu perfezionata e resa popolare da
San Domenico, il quale, secondo la tradizione, nel 1214 ricevette il primo rosario dalla Vergine Maria, nella prima di una serie di apparizioni, che lo indicava come un mezzo per la conversione dei non credenti, salvezza dei peccatori e come arma per debellare l’eresia albigese.
  (Prima di San Domenico, era pratica comune la recita dei "rosari di
Padre Nostro", che richiedevano la recita del Padre Nostro secondo il numero di grani di una collana.)
  Nacque così la devozione alla corona del S. Rosario.
Propagatori alacri di questa pia devozione sono stati infatti i domenicani, che con la loro predicazione lo diffusero in tutta l’Europa. All’Ordine dei Predicatori, inotre va il merito della paternità delle confraternita del Rosario. 

  Altri personaggi che hanno contribuito alla diffusione di questa preghiera sono il Beato Alano della Rupe con il suo Salterio di Cristo e di Maria del 1478, e Papa Sisto IV che ne favorì la pratica e la recita. 
    
San Luigi Maria Grignion da Montfort con il suo libro Segreti del Rosario, ed ancora il beato Bartolo Longo.
   Il Concilio Ecumenico di Trento, confermando l'efficacia delle preghiere come mezzo per la salvezza delle anime, rafforzò, diffuse e incentivò maggiormente la pia pratica del S. Rosario.
   Nel XVI secolo, un papa domenicano, S. Pio V, dopo una visione della Madonna del Rosario quale protettrice della flotta Cristiana vittoriosa a Lepanto, fu il più dinamico Pontefice a incoraggiare e a raccomandare ufficialmente la recita del Rosario  (in ossequio ai pronunciamenti del Concilio) che in breve tempo divenne
la preghiera popolare per eccellenza e pù amata  dalla  Cristianità di tutto l'orbe 
(Bolla di S. Pio V "Consueverunt Romani Pontifices" 17.09.1569).    
    Un altro impulso si ebbe nei secoli XIX e XX con le apparizioni di Maria a Lourdes e a Fatima.
            Papa Sisto IV                               Il 16 ottobre 2002, Sua Santità Papa Giovanni Paolo II con Lettera Enciclica “Rosarium Virginis Mariae” intese completare il ciclo dei misteri 
           del S. Rosario, chiamato “compendio del S. Vangelo e della
vita cristiana” (ibid. n.20; e in "Ingravescentibus malis" di Pio XI) consigliando l'introduzione di 5  Misteri, quelli dell a Luce.   

            
                                                     

  2. FESTA LITURGICA - Vittoria di LEPANTO

  La celebrazione e la memoria liturgica della festività odierna fu istituita da S. Pio V sotto il nome della “Madonna della Vittoria”.
  Nel
1571, anno della Battaglia di Lepanto, l’Europa rischiava di essere invasa dai soldati turchi.  Per scongiurare il pericolo Papa S. Pio V chiese ai Cristiani di tutta Europa di pregare con il S. rosario per chiedere la liberazione dalla minaccia mussulmana degli ottomani. E così fu.
  A seguito di numerose battaglie, nel 7 ottobre del 1571 la Lega Santa (che riuniva le forze navali dei Cristiani della Repubblica di 
Venezia, del Regno di Spagna, dello Stato della Chiesa, della Repubblica di Genova, dei Cavalieri di Malta e dei Savoia) guidata da Don Giovanni d’Austria, riportava a Lepanto la decisiva e schiacciante vittoria sulla flotta mussulmana dell’Impero Ottomano  comandata da Mehmet Alì Pascià .  
La vittoria della flotta cristiana, avvenuta il
7 ottobre, fu ottenuta grazie  all'intercezione della Vergine Maria mediante la recita del S. Rosario. Ne venne data notizia dalla    Madonna del Rosario   Basilica di  San Siro 
Grecia col suono delle campane, che si diffuse così in tutta        - incoronata il 7 ottobre 1946  (clicca qui) - 
Europa. A Roma, nello stesso istante, il papa Pio V ebbe la 
visione della vittoria, e fece dare l'annuncio col suono delle campane della Città, che portò la lieta
notizia in tutta Italia. 
                                                                                                                                                              
  
  A seguito di ciò, con  la Bolla "Salvatoris Domini" del 1572, il Papa S. Pio V istituì la celebrazione liturgica della memoria della Madonna del Rosario
sotto il titolo della “Santa Maria della Vittoria” per quello stesso giorno, 7 ottobre, e prescrisse che in memoria perenne della Vittoria, tutte le campane delle chiese cattoliche suonassero a mezzogiorno per la preghiera dell'Angelus dell'ora sesta (le 12:00, appunto). 
Da notare come la preghiera dell'Angelus di Mezzogiorno fosse stata fissata a quell'ora da Papa  Callisto III, nel 1456, sempre a ricordo di una preedente vittoria sui mussulmani. Essendo la città di Belgrado assediata dall'esercito ottomano del Sultano Mehmed II, il papa dispose che i fedeli implorassero la protezione divina con la recita di questa supplica mariana, per la difesa della città. Già allora i fedeli vennero chiamati a raccolta per la preghiera, col suono delle campane. Vi è quindi un inscindibile legame tra le campane a mezzogiorno, la recita dell'Angelus a quell'ora, e il ricordo dell'unità cristiana contro l'invasione mussulmana.

   Nel 1573 Papa Gregorio XIII, con la Bolla "Monet Apostolus" decretò che
la Festa solenne del S.Rosario fosse celebrata alla prima domenica di ottobre (col nome che porta ancora oggi: “Madonna del Santissimo Rosario”), perché la vittoria della Battaglia di Lepanto era avvenuta la prima domenica di ottobre (conservando la Memoria al 7 ottobre.
   Papa Clemente XI nel 1716 estese la Festa alla Chiesa Universale in ricordo di altre due vittorie riportate contro i Turchi.                                                                                                Paolo Veronese La Vergine accoglie le suppliche dei Cristiani
                                                                                                                                                                                e permette la Vittoria di Lepanto 7 ottobre 1571


 Papa Leone XIII diede alla Festa del S. Rosario una Messa propria nel 1888. Papa S. Pio X, nel 1913 conermò la memoria liturgica della Madonna del S. Rosario il 7 ottobre, dando facoltà di celebrarne la Festa solenne alla prima domenica di Ottobre.

  La "festa del santissimo Rosario", compendia in certo senso tutte le feste della Madonna e insieme i misteri di Gesù, ai quali Maria fu associata, con la meditazione di venti momenti della vita di Maria e di Gesù. 
                                                                                                                                                                                                                                      

                                                                                                                                                                        

  3. STRUMENTO DELLA PREGHIERA
   L'oggetto che serve alla recita di questa preghiera, cioè la corona, è di origine molto antica. Gli anacoreti orientali usavano pietruzze per contare il numero delle preghiere vocali. Nei conventi medioevali i fratelli laici, dispensati dalla recita del salterio per la scarsa familiarità col latino, integravano le loro pratiche di pietà con la recita dei "Paternostri", per il cui conteggio S. Beda il Venerabile aveva suggerito l'adozione di una collana di grani infilati a uno spago.


4. MODO CORRETTO PER LA PIA RECITA DEL S. ROSARIO (clicca qui)



  5. INDULGENZE
 Tra le indulgenze concesse nel corso dei secoli dai diversi Papi, ricordiamo:
- indulgenza di cento giorni per ogni Pater e per ogni Ave;
- indulgenza di dieci anni e di altrettante quarantene per ogni recita giornaliera; 
- indulgenza plenaria per ogni recita al cospetto del SS. Sacramento;
- indulgenze parziali e plenarie per la recita nei diversi giorni dell'anno, specialmente nelle feste del Signore e in quelle della B. V. Maria, massimamente se la recita si compie in una cappella dedicata alla S. Vergine.

  per l'acquisto delle indulgenze plenarie è necessario confessarsi, comunicarsi e pregare "secondo le intenzioni del Sommo Pontefice".


 S. domenico e S. Caterina ricevono  il S. Rosario dalla Vergine
    

  6. PROMESSE FATTE DALLA MADONNA APPARSA A S. DOMENICO

 

  1. «A tutti quelli che devotamente reciteranno il mio Rosario, io prometto la mia protezione speciale e grandissime grazie.»
  2. «Chi persevererà nella recitazione del mio Rosario riceverà grazie preziosissime.»
  3. «Il Rosario sarà un'arma potentissima contro l'inferno; esso distruggerà i vizi, libererà dal peccato, dissiperà le eresie.»
  4. «Il Rosario farà fiorire le virtù e le buone opere e otterrà alle anime le più abbondanti misericordie divine; sostituirà nei cuori l'amore di Dio all'amore del mondo, elevandoli al desiderio dei beni celesti ed eterni. Quante anime si santificheranno con questo mezzo!»
  5. «Colui che si affida a me con il Rosario, non perirà.»
  6. «Colui che reciterà devotamente il mio Rosario, meditando i suoi misteri, non sarà oppresso dalla disgrazia. Se è peccatore, si convertirà; se è giusto, crescerà in grazia e diverrà degno della vita eterna.»
  7. «I veri devoti del mio Rosario non moriranno senza i Sacramenti della Chiesa.»
  8. «Coloro che recitano il mio Rosario troveranno durante la loro vita e alla loro morte la luce di Dio, la pienezza delle Sue grazie e parteciperanno dei meriti dei beati.»
  9. «Libererò molto prontamente dal purgatorio le anime devote del mio Rosario.»
  10. «I veri figli del mio Rosario godranno di una grande gloria in Cielo.»
  11. «Quello che chiederete con il mio Rosario, lo otterrete.»
  12. «Coloro che diffonderanno il mio Rosario saranno soccorsi da me in tutte le loro necessità.»
  13. «Io ho ottenuto da mio Figlio che tutti i membri della "Confraternita del Rosario" abbiano per fratelli durante la vita e nell'ora della morte i santi del Cielo.»
  14. «Coloro che recitano fedelmente il mio Rosario sono tutti miei figli amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù Cristo.»
  15. «La devozione al mio Rosario è un grande segno di predestinazione.»

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Papa Giovanni Paolo II e
il Santo Rosario
Lettera Apostolica
Rosarium Virginis Mariae
(16 ottobre 2002)
 

LA PREGHIERA DELLA FAMIGLIA E PER LA FAMIGLIA
 
«Il Santo Rosario è la preghiera della famiglia e per la famiglia. Un tempo questa preghiera era particolarmente cara alle famiglie cristiane, e certamente ne favoriva la comunione. Occorre non disperdere questa preziosa eredità. Bisogna tornare a pregare in famiglia e a pregare per le famiglie, utilizzando ancora questa forma di preghiera. Se nella Lettera Apostolica Novo mil­lennio ineunte Noi abbiamo incoraggiato la celebrazione della Liturgia delle Ore, anche da parte dei laici nella vita ordinaria delle comunità parrocchiali e dei vari gruppi cristiani, altrettanto desideriamo fare per il Rosario.
Si tratta di due vie non alternative ma com­plementari, della contemplazione cristiana. Chiediamo pertanto a quanti si dedicano alla pasto­rale della famiglia di suggerire con convinzione la recita del Rosario.
La famiglia che prega unita, resta unita. Il Santo Rosario, per antica tradizione, si presta particolarmente a essere preghiera in cui la famiglia si ritrova, i singoli membri di essa, pro­prio gettando lo sguardo su Gesù, recuperano anche la capacità di guardarsi sempre nuovamente negli occhi per comunicare, per solida­lizzare; per perdonarsi scambievolmente, per ripartire con un patto di amore  rinnovato nello Spirito di Dio.
Molti problemi delle famiglie contempora­nee, dipendono dal fatto che diventa sempre più difficile comunicare.
 Non si riesce a stare insieme, sono assorbiti dalle immagini di un televisore.
Riprendere a recitare il Santo Rosario in famiglia significa immettere nella vita quotidiana ben altre immagini, quelle del mistero che salva: l’immagine del Redentore, l’immagine della sua Madre Santissima.
La famiglia che recita insieme il Santo Rosario riproduce un po’ il clima della casa di Nazaret: si pone Gesù al centro, si condividono con Lui gioie e dolori, si mettono nelle sue mani bisogni e progetti, si attingono da Lui la speranza e la forza per il cammino». (n. 41)                     
                             
                                            
 
IL SANTO ROSARIO, UN TESORO DA RISCOPRIRE
 
Carissimi fratelli e sorelle! Una preghiera cosi facile e al tempo stesso così ricca, merita davvero di essere riscoperta dalla comunità cristiana.
Guardiamo a voi tutti, fratelli e sorelle di ogni condizione, a voi, famiglie cristiane, a voi ammalati e anziani, a voi giovani: riprendete con fiducia tra le mani la corona del Rosario, riscoprendola alla luce della Scrittura, in armo­nia con la Liturgia, nel contesto della vita quo­tidiana.
Che questo nostro appello non cada inascol­tato!
All’inizio del Nostro venticinquesimo anno di pon­tificato, affidiamo questa Lettera apostolica alle mani sapienti della Vergine Maria, prostrandoci spiritualmente davanti alla sua immagine nello splendido Santuario e Lei edificato dal beato Bartolo Longo, apostolo del Rosario.
Facciamo nostre le parole toccanti con le quali egli chiude la celebre Supplica alla Regina del santo Rosario:
«O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora dell’agonia. A te l’ulti­mo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti. Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo». (n. 43)
 
 Lettera Enciclica di S. S. Giovanni Paolo II, "Rosarium Virginis Mariae" Santo Rosario
                       


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